Gioco d'Azzardo Patologico - Cesena

Trattamento delle dipendenze: GAP - Gioco d'azzardo patologico, Cesena

Gioco d'Azzardo Patologico - Cesena

Da sempre il Gioco d'Azzardo ha caratterizzato la nostra cultura.
Sperare e sognare è legittimo e sano affinché un persona possa continuare ad andare avanti, nonostante le difficoltà e gli ostacoli del vivere quotidiano.
Da qualche anno, però, si osserva un fenomeno che mette tutti noi di fronte a un cambiamento dell'atteggiamento verso il Gioco d'Azzardo: è aumentata l'offerta dei tipi di giochi a cui poter partecipare, sono aumentati i luoghi in cui è possibile giocare d'azzardo e si sono diversificate le modalità con cui si può accedere.

Basti pensare che il tempo tra la giocata e la vincita "sperata" è sempre più breve, infatti - mentre fino a qualche anno fa i giochi per tentare la fortuna avevano delle estrazioni annuali o settimanali (pensiamo alla Lotteria Italia e al Totip) - oggi i giochi d'azzardo a cui siamo esposti permettono di conoscere nell'immediato, nel giro di pochi minuti o al massimo di pochi giorni, il risultato (Gratta e Vinci, 10 e Lotto, Superenalotto).

Oggi è ormai noto che il gioco d'azzardo può diventare problematico e portare a un comportamento ossessivo e compulsivo, fino a diventare una patologia vera e propria, nota anche come Gambling (Dipendenza da gioco) o Ludopatia, come viene spesso impropriamente definita.
Identificato come una dipendenza comportamentale, il Gioco d'Azzardo Patologico richiede una particolare attenzione da parte degli operatori del settore.

In Emilia Romagna infatti i SerT, Servizi deputati al trattamento delle dipendenze, registrano un crescente numero di accessi che riportano la problematica della dipendenza da gioco.
Ma anche i fatti di cronaca ci mettono di fronte alle sempre più numerose notizie che riguardano fenomeni di indebitamento dovuti proprio al Gioco d'Azzardo problematico.
Sono nati i primi Centri di accoglienza per trattare la patologia legata al gioco compulsivo e i Gruppi di auto-mutuo-aiuto per i giocatori e i loro famigliari proliferano su tutto il territorio nazionale e regionale.

Occupandomi di Gioco d'Azzardo Patologico a Cesena, sia nel mio Studio privato sia attraverso altre iniziative, ho constatato che le persone che vivono questo disagio difficilmente riescono a rendersi conto della gravità della situazione che stanno vivendo e dell'importanza di chiedere aiuto.

Spesso, gli accessi ai SerT descrivono una situazione già molto compromessa rispetto a: debiti contratti, relazioni familiari e altre tipologie di dipendenze associate.
Vergogna, paura, confusione, disperazione e non da ultimo la disinformazione fanno sì che le persone affette da Ludopatia (come ad esempio la dipendenza da slot machine) e quelle a loro vicine (familiari, amici e colleghi di lavoro) chiedano aiuto molto tardi.

Gioco d'azzardo patologico: caso clinico

Quando Marco (nome di fantasia) è arrivato nel mio Studio per affrontare la Ludopatia a Cesena, si presentava come una persona stanca, senza fiducia in se stesso e preoccupato, così preoccupato che la sua preoccupazione era lì, di fianco a lui... la si poteva quasi vedere...

Era pieno di debiti, aveva tradito la fiducia di tante persone, amici, partner, datori di lavoro, famigliari... voleva ricominciare la sua vita da capo, mettendo un grosso punto.
Per questo motivo era "scappato" dalla città in cui lavorava per tornare nel suo paese natale e tentare di riallacciare i rapporti, quelli veri, quelli senza menzogne, con le persone a lui più care.

Marco ha avuto una grossa forza di volontà, e soprattutto ha avuto una famiglia che lo ha accolto anche dopo le bugie, anche dopo i guai che aveva combinato...
Marco voleva uscire da questa dipendenza a ogni costo...

Ci siamo posti degli obiettivi, piccoli, anzi piccolissimi.
Abbiamo programmato insieme le giornate, gli impegni da rispettare e abbiamo stabilito delle regole...
Marco ha iniziato benissimo il suo percorso: la lontananza dal posto in cui tutto era accaduto e la presenza di una famiglia che lo ha sostenuto hanno reso l'inizio molto proficuo...
Puntuale agli appuntamenti, preciso nel rispettare le regole e gli impegni giornalieri...

Poi la ricaduta... "il fallimento", così lo chiamava... stata dura... credeva che non sarebbe più successo. Pensava di essere forte e di poter giocare solo una volta... per dimostrare a se stesso che era guarito che poteva controllarsi...
Nonostante per le persone una ricaduta è una fase negativa e tremendamente critica del percorso, per me è davvero l'inizio di una "risalita"...

La persona che ha una dipendenza probabilmente non potrà più relazionarsi con l'oggetto della sua dipendenza per tutta la vita, neanche a piccole, piccolissime dosi... ed è per questo motivo che la ricaduta durante un percorso psicoterapeutico è fondamentale per poter capire appieno questo concetto...

"Posso guarire dottoressa?" è la domanda che sempre mi viene posta dalle persone che vengono nel mio Studio per il Gioco d'Azzardo Patologico a Cesena... ma la mia risposta non assume la giusta importanza finché non si arriva alla fase della ricaduta.

Grazie a questa fase la persona comprende profondamente quanto sia importante non dover dimostrare a nessuno, e nemmeno a se stessi, che si è forti, che ci si può controllare...
Gli esseri umani non sono forti, anzi hanno molte fragilità e con queste bisogna convivere, accettandole, senza metterle alla prova.

Il solo fatto di non giocare è una vittoria.
Questo Marco lo ha capito a dure spese... e siamo ripartiti.
Oggi non gioca più, ha ricostruito la fiducia con le persone più care, ha un nuovo lavoro e riesce a gestire i soldi in maniera più che adeguata.
Periodicamente ci vediamo per dei piccoli follow up.

Il percorso psicoterapeutico per la Ludopatia a Cesena è stato importante per Marco, perché lo ha aiutato a porre le basi, a darsi delle regole e degli obiettivi.
Lo ha aiutato nel monitoraggio delle proprie azioni, gli ha dato un tempo e uno spazio per poter pensare a cosa gli era successo, in quanto la velocità degli eventi gli aveva fatto perdere la cognizione di tutto... e mi piacerebbe dare unicamente alla Psicoterapia tutta la lode per la buona riuscita del percorso, ma non è così...

Fondamentali per lui sono stati la famiglia che lo ha accolto, gli ha dato fiducia, e la partecipazione ai gruppi di auto-mutuo-aiuto che tutt'ora frequenta, una realtà che lo fa sentire meno solo e meno "stupido" per tutto ciò che ha fatto.

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